PAOLA
immagine di una donna tenace

Cosa è successo, Paola?
È successo che il 22 giugno verso le 8 del mattino hai smesso di respirare. Mi avevi chiesto alcuni giorni prima:
“Ma come finirà?”
“Finirà che ti addormenterai e ti risveglierai nel Mondo dei Sogni.”
E così dopo alcune ore ti ho visto sigillata in una bara con il coperchio di vetro e mi sembrava che bisbigliassi la tua massima preferita:
“Il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me.”
Tante parole ti hanno commemorato:
“Una donna tenace, riservata,
di una grande competenza che
non trapelava dai suoi rassicuranti sorrisi
e dalla dolcezza che regalava sempre a chi aveva la fortuna di starle vicino.”
Io ho avuto il privilegio di starti vicino e di essere amato da te, ma pur conoscendoti, la tua tenacia e le tue capacità mi hanno stupito quando a pochi mesi dalla fine della tua vita ti sei classificata prima in un concorso che prevedeva competenze amministrative e legali lontane dalla tua formazione statistica.
E lascio a te Paola descriverti:

“Quello che mi succede, quello che succede a Calvin-Bolormaa, è che ogni tanto le piace agghindarsi da signorina alla francese, lasciando le sue braghe per graziose mise, suscitando peraltro un discreto successo, gustando la sfida di pensieri, scritture e vite altrui e autorigenerandosi in siffatta maniera nei più volte citati contorcimenti. È questa incontrollabile pulsione centrifuga, che la sbatte dal più ardito rigore dell’analisi matematica alla più spinta ricerca del senso nella prosa, dalla massimizzazione ottimizzante più finalizzata (quante z in queste parole brutte!) alla più irragionevole e faziosa concessione al genio e/o al talento. E tutti questi giri per film pomeridiani e notturni, per contrade e città di strutturazione fantasmagorica, per aule, stanze, case e uffici di abuliche e plurime dimensioni, per nature e livelli dissonanti, fra Eghi smisurati nonché inesistenti, fra menti e corpi malati, fra libroni, schermi e coperte, fra teleri, dipinti, pitture e croste, fra libretti, libelli, libruncoli e fazzoletti di carta per il raffreddore, fra parole&musiche, fra parolette&musichette ... mi danno l’input per tornare centripetamente al più unico e semplice necessario. E oggi il necessario mi è davvero poco... Magari da qualche parte c’è un disegno, un senso per quello che mi accade ma se mi dite che nulla al mondo vale più dell’amore, io, che nulla ho meno di Achab (mah!), perché non dovrei credervi?”

Ciao Paola, una danza eterna ci sigillerà senza timori nel Mondo dei Sogni.

Beppe



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